La gentilezza

Spesso la parola “gentilezza” ci fa pensare all’abitudine di salutare, tenere aperta la porta o sorridere educatamente. In realtà, questi comportamenti appartengono a un concetto diverso: quello di cortesia e di buone maniere.

La gentilezza

La cortesia è una convenzione sociale, un insieme di norme che regolano le interazioni tra le persone e che cambiano a seconda delle culture (ciò che è cortese in Francia potrebbe non esserlo in Giappone). La gentilezza, invece, ha radici molto più profonde.

Essere gentili è molto più che sorridere: è l’attitudine di chi sa incontrare davvero l’altro, con cura, cautela e il coraggio di aprirsi alla relazione senza giudizio.

L’etimologia: l’istinto del branco

La parola “gentile” deriva dal latino gentilis, che significa “appartenente alla stessa gens” (la stessa stirpe, lo stesso gruppo). In senso antropologico, questo concetto richiama l’accoglienza, l’assenza di giudizio e la protezione reciproca.

Accade proprio come nel mondo animale: la sopravvivenza è garantita solo dal sostegno del branco. La gentilezza, quindi, è una vera e propria strategia di connessione: un modo per affrontare la vita partecipando al benessere della comunità e proteggendoci l’un l’altro. significa desiderare di avere cura delle persone, creando un ambiente inclusivo e sicuro in ogni nostra comunità (la famiglia, il lavoro, gli amici, il quartiere).

Cosa dice la scienza: la chimica della gentilezza

Praticare la gentilezza trasforma il nostro benessere psicofisico. Numerosi studi internazionali hanno dimostrato che essere gentili produce benefici straordinari:

Benessere diffuso: Praticare o ricevere atti gentili aumenta la percezione della felicità e ci rende più predisposti verso il prossimo (Lyubomirsky, 2007).

Meno stress e più empatia: Aumenta l’intelligenza emotiva e riduce significativamente i livelli di stress (Hoffman, 2011).

Un cervello più attivo: Riqualifica le connessioni cerebrali, rendendoci più creativi, intelligenti e produttivi (Achor, 2017).

La gentilezza

Il “contagio” biochimico

Anche un piccolissimo gesto gentile è capace di scatenare nel corpo un potente mix di neurotrasmettitori del benessere: dopamina, serotonina, ossitocina ed endorfine.

La cosa davvero straordinaria? La scienza dimostra che questo effetto biologico positivo si attiva contemporaneamente in tre soggetti:

  1. In chi compie il gesto.
  2. In chi lo riceve.
  3. In chi, semplicemente, lo osserva. La gentilezza è letteralmente contagiosa.

Ti aspettiamo al Museo della Casa della Felicità.
Vieni a scoprire come la gentilezza possa diventare una pratica quotidiana per far fiorire la comunità: ti aspettiamo per allenarci insieme nel nostro Campo della Gentilezza.