La felicità è un lavoro? È il denaro che ci permette di comprare beni materiali capaci di darci benessere? O è semplicemente sorridere agli eventi che ci regalano gioia?
Se così fosse, cosa accade quando si perde il lavoro da un giorno all’altro? Cosa succede quando il denaro finisce? O quando nulla sembra più capace di strapparci un sorriso, lasciandoci senza sicurezze né certezze?
Come ricordava il sociologo Zygmunt Bauman:
“La felicità non è l’alternativa alle difficoltà e alle lotte della vita. L’alternativa a queste è la noia. Si raggiunge la felicità quando ci si rende conto di riuscire a controllare le sfide poste dal fato.”

Non parliamo, dunque, di una felicità frivola ed effimera, ma di una felicità che nasce dal superamento dei problemi, dalla capacità di dare nuovi significati alle cose e di attraversare le difficoltà. È una felicità che diventa responsabilità individuale: più complessa da raggiungere rispetto al soddisfacimento di un piacere momentaneo o all’acquisto di un bene, ma proprio per questo alla portata di tutti.
Allenare la prospettiva: la “Fioritura” di sé
Questa felicità si costruisce e si allena nel tempo. È strettamente legata al concetto di “fioritura” (flourishing) della Psicologia Positiva: lo sviluppo di se stessi, della propria proattività e dell’autodeterminazione rispetto al futuro.
La strada da percorrere è chiara: coltivare nella quotidianità gli ingredienti costitutivi della felicità, indipendentemente da ciò che accade nel qui e ora. È una scelta che richiede un cambio di prospettiva radicale: non sono gli eventi a determinare la nostra felicità o infelicità, ma il significato che attribuiamo loro e il modo in cui rispondiamo.


Gli ingredienti della felicità: Il Modello P.E.R.M.A.
Quali sono, quindi, questi ingredienti? Per scoprirlo ci affidiamo a Martin Seligman, docente alla Penn University e fondatore della Psicologia Positiva.
Nel 2000, Seligman si pose una domanda potente: cosa fa sì che alcune persone riescano a essere sorprendentemente realizzate e felici anche in condizioni avverse, dolorose o difficili? Se esistono abilità che permettono di affrontare così bene la vita, allora queste abilità vanno studiate e insegnate.
Seligman non ha dato una definizione astratta di felicità, ma ha tracciato una via scientifica per crearla, mettendo a punto il Modello PERMA (o Teoria del Benessere). Si tratta di un acronimo che racchiude 5 pilastri fondamentali, 5 competenze da allenare ogni giorno nelle nostre vite:
P Positive Emotions (Emozioni Positive): Coltivare la gratitudine, la speranza, l’ottimismo e il piacere nel presente.
E Engagement (Coinvolgimento): Immergersi completamente nelle attività che svolgiamo (lavoro, passioni, studio) sperimentando lo stato di totale concentrazione (flow).
R Relationships (Relazioni significative): Costruire e nutrire legami autentici, poiché l’essere umano è un animale sociale che fiorisce insieme agli altri.
M Meaning (Significato e Scopo): Sentire di appartenere e dare il proprio contributo a qualcosa di più grande di noi, trovando un senso profondo nelle nostre azioni.
A Accomplishment (Realizzazione): Porsi degli obiettivi e impegnarsi per raggiungerli, assaporando il senso di competenza e soddisfazione che ne deriva.
